Arredamento Giardini

I principi del design del giardino

Il primo passo nella progettazione del vostro giardino, consiste nel tener conto dei principi del design.

Il design che ognuno adotta per la realizzazione del suo giardino riflette il proprio modo di percepire lo spazio verde, e fa in modo di suscitare emozioni diverse, in base ai propri gusti e allo stile di vita. Tra i vari principi della teoria del design, quelli su cui dobbiamo focalizzare l’attenzione sono fondamentalmente tre:

  • aspetto
  • atmosfera
  • movimento

Queste tre dimensioni che ora approfondiremo sono la base per creare uno spazio con una certa atmosfera e personalità.

Aspetto

L’aspetto è una dimensione basata su tre elementi: forma, linee geometriche, composizione.

La forma prende in considerazione le componenti inerti, come le pavimentazioni o le recinzioni, nonché le piante e la loro forma, visto che c’è molta differenza tra le piante rampicanti ad esempio e gli alti cipressi.

Le linee geometriche se ben ragionate possono incrementare la qualità del giardino, possono dare una certa tridimensionalità, tramite ad esempio la realizzazione di bordature in pietra per aiuole e sentieri. Creando nei cortili forme quadrate e rettangolari ripetute, si può dare al giardino un ulteriore sensazione di continuità. Grossi alberi con rami orizzontali danno invece un senso di pace e tranquillità.

La composizione è un concetto relativo agli accostamenti, e questi sono influenzati dal tipo di piante presenti nel giardino e nella loro forma. La composizione è completata dalla disposizione di elementi come ad esempio rocce, mattonelle o mattoni di superficie.

Atmosfera

Alla creazione dell’atmosfera che desideriamo concorrono tre concetti: proporzione, passaggio, unità. Le proporzioni del giardino sono in relazione alle dimensioni degli elementi presenti nel giardino, che devono essere comunque rapportati alle persone e al caseggiato circostante. Il secondo concetto è il passaggio da un’elemento all’altro: più il passaggio da un elemento all’altro sarà dolce e uniforme, più armonioso apparirà il giardino. L’unità, infine, lega tutte le parti creando armonìa; senza armonia si rischia la confusione degli elementi.

Movimento

Il movimento è determinato dal ritmo, dalla ripetizione e dai punti di attrazione. La ripetizione di elementi permette di creare un certo modello. La ripetizione di un tema aiuta inoltre a creare composizioni equilibrate. Per quanto riguarda i punti di attrazione, questi possono essere rappresentati da una pianta o da un determinato oggetto collocati in zone sulle quali si vuole centrare lo sguardo. Queste tecniche portano un movimento all’interno del giardino, che si realizza materialmente tramite la creazione di sentieri, siepi, steccati.

Punti di fuga

Dopo aver visto le linee fondamentali del design, analizziamo i punti di fuga interni al nostro giardino. Il punto di fuga è qualcosa in grado di attirare l’attenzione, guidare lo sguardo o magari distogliere l’attenzione da alcune zone. I punti di fuga sono più di uno, e sono individuati da piante, sculture, lanterne, urne, pergole, gazebi,archi, ci sono anche punti di fuga meno percettibili come sassi colorati, o ad esempio nei giardini spaziosi o di campagna, il punto di fuga può essere naturale, costituito da un viale con alberi, siepi, mura. Oltre al discorso di punto di fuga è importante saper guidare lo sguardo, riuscendo a gestire le linee del giardino per amplificare o mitigare l’impatto visivo dell’ambiente sull’osservatore. Le linee diritte attirano l’attenzione in maniera immediata e quindi più veloce delle linee curve, anche se tuttavia in un giardino dalle dimensioni medio-piccole, sono le linee curve e flessuose a creare l’impatto più coinvolgente. Uno stile simmetrico può intensificare l’effetto, mentre optare per l’asimmetria può affievolire l’effetto o annullarlo del tutto. Tornando ai punti di fuga, essi possono essere parzialmente nascosti, ed in questo caso meritano un discorso particolare. Quando i designer di giardini pensano ad un punto di fuga non individuabile in maniera chiara, lo fanno per stimolare una sorta di tensione nell’osservatore, si punta quasi a “svelare una sorpresa”, per stuzzicare la curiosità e rendere non immediata l’esplorazione del giardino. Per gestire al meglio il punto di fuga si può ricorrere a due valide alternative: la prime prevede il posizionamento del punto di fuga lungo un asse principale oppure alla fine del giardino, dove è visibile dal punto di osservazione, pensate di immaginare di entrare in giardino e vedere un oggetto di fronte a voi, in fondo alla visuale. L’alternativa è rappresentata dal posizionare il punto di fuga lungo il sentiero o un punto di passaggio, per esempio, per convogliare il nostro sguardo, basta anche una piccola panchina su una radura o un dondolo. Rallentando la visuale o comunque portare la visuale su qualcosa di diverso dalla vista principale, i punti di fuga fanno sembrare il giardino più grande e più ricco rispetto ad una prima occhiata. Esporre i punti di fuga richiede anche sensibilità allo stile; molti oggetti necessitano di essere collocati in ambienti circostanti adeguati, quindi dovrete collegare i pezzi scelti per l’arredamento con le piante e le superfici del suolo. Ci sono alcuni casi in cui una statua, un’urna o altri oggetti necessitano di restare isolati per dare il miglior contributo arredativo, oppure ci sono i casi in cui gli stessi elementi serebbero valorizzati se oscurati in parte da rampicanti; inoltre mai dimenticare se l’elemento va lasciato a livello del suolo o se va posizionato più in alto, magari su piedistallo. A seconda della scena che volete realizzare, ed anche dalle vostre possibilità economiche, potrete rifinire l’area intorno al punto di fuga scelto con una superficie di ghiaia, lastricati in pietra, con un manto erboso.